Concorso Internazionale _ Progetto Sani

Abbiamo partecipato con il “Raggruppamento temporaneo Metropolitano”  al Concorso Internazionale di Progettazione “Progetto Sani” per la redazione del Masterplan dell’ex Caserma Sani di Bologna.

L’ex Caserma Sani è costituita da un complesso militare dismesso ubicato nel quartiere Navile di Bologna, una delle zone più strategiche della città.

Il concorso aveva come obiettivo quello di individuare una proposta progettuale che definisse l’assetto urbano di riqualificazione del Compendio Immobiliare, i criteri di flessibilità del mix funzionale, il disegno dello spazio pubblico e i criteri d’intervento nel recupero dei fabbricati tutelati.

Vi presentiamo il progetto curato dal “Raggruppamento Metropolitano”, formato da SM.SR. srl (spin-off dell’Università degli Studi di Padova), ing. arch. Henry Zilio, ing. Cesare Zilio, ing. Guido Maria Amorati, ing. Nicola Fuzzi, ing. Luca Marenzi e Marika Marianelli.

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Il progetto traccia le sue linee a partire dalla duplice connotazione storica del comparto – il forte ottocentesco e il sito produttivo militare – e dal possibile ruolo che esso potrà assumere a livello, sia di quartiere che urbano, all’interno della città di Bologna.

Si individuano quali centralità funzionali, oltre che geometriche, i due magazzini (8 e 13), riconvertiti a mercato coperto con attività di vendita e ristorazione. L’edificio del silos (12), considerata la peculiarità tipologica, è consolidato ed integrato con un intervento di addizione volumetrica per rafforzare la sua simbolicità all’interno del sito. Uno slargo attorno ad esso ed una vasca che richiami il preesistente mulino definiscono, nella parte centro-sud, complice il fronte dell’edificio 14, uno spazio perlopiù intatto che rievoca l’assetto originario del comparto. In questo punto si incrociano i due assi ortogonali principali per l’area: quello est-ovest risulta fondamentale per il collegamento tra il quartiere residenziale della bolognina e la zona direzionale e fieristica di via Stalingrado, per creare una polarità capace di attrarre differenti tipi di utenti; il percorso nord-sud, invece, connette l’area delle ex officine Casaralta, di prossima urbanizzazione, alla piazza di Porta Europa, attraversando i giardini di via Parri e l’intervento residenziale di via Dossetti.

Valutate le indicazioni fornite dal laboratorio Bolognina Est oltre che dal POC, si è deciso di destinare la parte occidentale del comparto a parco pubblico con forte vocazione all’agricoltura urbana, argomento particolarmente sentito a Bologna vista l’alta domanda di orti sociali legato al precedente uso di produzione e conservazione alimentare della caserma, nonché all’immagine della città in generale. I due edifici (1 e 2) posti all’ingresso su via Ferrarese ospitano attività sociali e un ristorante in sinergia con le funzioni del parco. A sud si colloca il lotto della nuova scuola che si apre a nord con un’area semipubblica, mentre si racchiude a sud in uno spazio pertinenziale. I nuovi volumi si affiancano all’edificio preesistente (3) e ne ripropongono le volumetrie, definendo lo spazio per una palestra ad est, fruibile dal pubblico anche al di fuori dell’orario scolastico. Si decide di collocare buona parte della nuova edificazione nella parte orientale dell’area di progetto, già in precedenza maggiormente interessata da costruzioni, con la scelta di mantenere esclusivamente gli edifici vincolati dalla soprintendenza e di demolire i restanti, vista la necessità di una prevalente destinazione residenziale che difficilmente si presta alla riconversione di spazi produttivi, conservando, tuttavia, per quanto possibile, gli allineamenti e la configurazione dell’impianto. La modulazione dei nuovi volumi permette la creazione di giardini e orti sospesi, avendo cura di un adeguato irraggiamento delle facciate che al contempo si rifanno al disegno dei prospetti delle fabbriche abbattute. A protezione dei nuovi fabbricati si propone la collocazione dei parcheggi pubblici in una costruzione multipiano lungo il fronte su via Stalingrado, che sporge sopra il muro di cinta e ne segue il profilo, a fungere da barriera al rumore e all’inquinamento, e conferisce forte unità e caratterizzazione all’intervento urbano alludendo alle mura di Forte Galliera. La memoria del forte è assunta a pretesto poi nella sistemazione dell’area della lunetta a nord-ovest, dove il parco si innalza creando un percorso in quota che segue il profilo semicircolare del muro perimetrale ricreando una sorta di cammino di ronda.

La collina nasconde una strada carrabile di accesso ai parcheggi pubblici e ai garage delle tre torri che emergono da essa. Le sagome di queste presentano un disegno più organico, ispirandosi a forme già sperimentate nei vicini interventi di Enzo Zacchiroli per le torri di via Zago e di Cino Zucchi per il quartiere Navile, privilegiando le viste sul parco e verso il centro storico. Alla base, le torri si affacciano su una piazza che accoglie diverse attività commerciali; a sua volta è collegata ad un altro spazio pubblico in progetto su via Ferrarese, lungo la via ciclabile della ex tramvia. Più a sud uno specchio d’acqua avvolge l’edificio esistente (10) con copertura shed, la cui tipologia si presta ad una riconfigurazione interna volta a generare spazi di lavoro flessibili in linea con le esigenze di nuovi modelli organizzativi quali smart working e coworking.

More info: 

http://www.progettosani.it/

http://www.henryzilio.com

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