Un’ Architettura per il Brolo

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Al via i lavori di riqualificazione di Piazza Monsignor Orler a Mezzano (TN)

Il progetto è firmato dall’Arch. Willy Schweizer, dall’Arch. Maria Grazia Piazzetta e dall’Ing. Arch. Henry Zilio

Che si tratti del nucleo fondativo di grandi città o di centri minori, la piazza ha sempre rappresentato lo spazio fondamentale di aggregazione comunitaria in ogni sistema urbano. A Mezzano la piazza cittadina è denominata ‘Piazza del Brolo’, e dell’antico brolo conserva ancora la forma urbana di uno spazio verde. E il progetto per la riqualificazione della piazza di Mezzano non poteva prescindere da questa fisionomia urbana lasciataci in eredità dal tempo e dalla storia. La piazza doveva mantenere la sua vocazione di spazio libero e a disposizione dei cittadini, un’isola di verde nel centro dell’insediamento sulla quale si affacciano la chiesa con il campanile, il municipio e i fronti edificati.

La convergenza sul Brolo di due interventi progettuali ha offerto l’occasione di agire nel cuore del centro conservando la sua peculiarità formale e compositiva. Il primo prevede la realizzazione di un parcheggio interrato al fine di fornire dei posti auto senza alterare la fisionomia della piazza cittadina. Il secondo è invece l’intervento che agisce in maniera più incisiva sulla piazza, ripristinando un manto verde in superficie e disegnando strutture e ambienti coperti destinati ad accogliere il vivere quotidiano di uno spazio collettivo a totale disposizione dei cittadini. Le aree coperte si prestano ad ospitare le manifestazioni cittadine e le feste di paese, con un palco affiancato da spazi ricettivi in cui allestire la distribuzione temporanea di bevande, senza però dimenticare la dimensione quotidiana della piazza. Le strutture, infatti, nascono prima di tutto come spazi del vivere urbano di ogni giorno – ambienti nei quali le persone possono passeggiare, sostare, proteggersi dalla pioggia, leggere, darsi appuntamento, incontrarsi e portare i bambini a giocare in un contesto protetto. Si tratta di un’architettura pensata per la comunità – un intervento rivolto ad ogni singolo cittadino e, allo stesso tempo, a tutta la cittadinanza affinché ne possa fruire liberamente.

Dopo lunghe vicissitudini e diverse soluzioni che si sono susseguite nel corso degli anni, si è scelto di definire degli spazi coperti architettonicamente e formalmente compiuti – un volume chiuso a copertura piana, e due ali inclinate e divergenti, realizzate mediante strutture in legno che si aprono a sud e a ovest su due diverse quote. La struttura portante si costituisce di piedritti in legno su ciascuno dei quali si attestano due travi lignee binate. Su questa ossatura si vanno quindi ad applicare i travetti in legno che, sul fronte strada, si incastrano a dei piedritti, inclinati a loro volta al fine di riproporre anche in alzato un disassamento dalla geometria ortogonale del volume di servizio. Il risultato è uno spazio coperto ma che allo stesso tempo dialoga con l’intorno e individua dei canali visuali che permettono di inquadrare e riquadrare porzioni di paesaggio urbano. Le quinte inclinate dei piedritti inoltre, generano delle pareti caratterizzate da una vibrazione chiaroscurale in continua evoluzione durante le ore di luce del giorno, e permettono all’architettura di aprirsi verso la sua più importante e vera vocazione – lo spazio comunitario della piazza al quale pongono un limite visivo e un recinto verso la strada. Le coperture prevedono poi l’adozione di inserti in vetro che mirano a mitigarne l’impatto sulla struttura architettonica, e che realizzano uno spazio suggestivo e animato dal connubio fra interno ed esterno anche attraverso una forte presenza della luce. L’impiego del legno costituisce un elemento che vuole legare l’architettura al contesto montano e al costruire tradizionale del luogo, al quale apportare però un contributo formale di stampo contemporaneo, rispettando così anche la sedimentazione progressiva e costante del tempo sugli spazi urbani e sui suoi manufatti.

L’intervento è stato progettato dall’Arch. Willy Schweizer, nato a Mezzano, dall’Arch. Maria Grazia Piazzetta e dall’Ing. Arch. Henry Zilio. Fra i progettisti coinvolti si è instaurato un proficuo rapporto di collaborazione, fondato sulla reciproca stima e sul comune entusiasmo suscitato dal progetto dell’opera. Opera fortemente sentita, evoluta e cambiata nel corso del tempo, e che a breve vedrà la luce in un contesto di rara bellezza urbana e paesaggistica, in cui l’architettura presenta ancora la ricchezza espressiva dei materiali e delle forme della tradizione che abitano ad un tempo la memoria degli uomini e quella del territorio.

Progettisti – Arch. Willy Schweizer, Arch. Maria Grazia Piazzetta, Ing. Arch. Henry Zilio

Testo a cura di Arch. Giovanni Zonta

L’ARCHITETTO/INGEGNERE BASSANESE HENRY ZILIO FIRMA UN PROGETTO INNOVATIVO PER IL CENTRO ABITATO DI MEZZANO (TN) UNO DEI BORGHI PIU’ BELLI D’ITALIA.


Approvato Lunedì 30 Settembre 2013 dalla Giunta Comunale di Mezzano, il progetto di riqualificazione della Piazza Orler, firmato dall’Arch. Willy Schweizer, dall’Arch. Maria Grazia Piazzetta e dall’Ing. Arch. Henry Zilio, dopo che ne sono state accreditate le potenzialità insieme a caratteristiche innovative dal punto di vista architettonico e urbanistico.

Il piano, che da principio doveva contemplare solo la creazione di un parcheggio interrato (ideato dallo stesso Zilio) per mantenere inalterata la bellezza del borgo, si è arricchito di una proposta  che comprende strutture e ambienti coperti destinati ad accogliere il vivere quotidiano della Piazza, considerata come  uno spazio collettivo a totale disposizione dei cittadini.

I lavori di Zilio si potranno vedere non solo a Mezzano, ma anche nel Parco Naturale Paneveggio delle Pale San Martino, dove l’architetto bassanese si è occupato della revisione dal punto di vista estetico del tabià didattico e del giardino di villa Welsperg, sede e centro visitatori del Parco.

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