con il kayak tra gli iceberg groenlandesi

Girare con il kayak tra i ghiacci groenlandesi con mare piatto e meteo tranquillo non è poi così difficile: è un po’ come andare nella laguna veneta!

Ma l’ambiente in sé, strano e sconosciuto, mette tensione, almeno sino a quando non ci si abitua.

 

In primo luogo sono gli iceberg, enormi blocchi di ghiaccio che vagano lentamente ma senza sosta nella superficie, e la freddissima temperatura dell’acqua a farti sentire in soggezione. Fin da quando le persone del posto vengono a sapere che desideri girare con il kayak vieni messo al corrente sul fatto che gli iceberg possono rovesciarsi o rompersi in mille parti, come si dice in gergo “esplodere”, senza alcun preavviso causando perciò forti e improvvise ondulazioni e spostamenti dello specchio d’acqua circostante.

Il consiglio è, di conseguenza, quello di starne a debita distanza, specialmente da quelli grandi che, in particolare se visti dal pelo dell’acqua, sono davvero impressionanti: vere e proprie montagne di ghiaccio in movimento!

L’acqua fredda, freddissima, ad una temperatura che non da scampo in caso di “bagno” prolungato, non è in sé un grosso problema, l’importante è non finirci dentro, non capovolgersi con il kayak. Se si dispone di un po’ d’esperienza di canoa la situazione è, perciò, “sotto controllo” …. ma un filo di tensione corre sempre nelle vene!

 

L’elemento naturale di cui è necessario avere il controllo resta, in ogni caso, il freddo che deve essere valutato nelle sue diverse declinazioni: l’acqua fredda, il vento freddo, il suolo freddo, il freddo continuo e prolungato, il freddo dovuto al violento e gelido vento locale, il “piteraq”, causato da cambiamenti repentini delle condizioni cicloniche, il “freddo della calotta artica”.

 

Infine, è importante tenere in considerazione la situazione determinata dalle condizioni meteo, mutevoli in brevissimo tempo, sempre e costantemente in evoluzione.

Vento e correnti spesso determinano onda; quando si attraversano zone “aperte” le onde possono divenire molto impegnative. Se poi si esce in oceano…. forse, col kayak, meglio evitare!

 

 

Per concludere una piccola nota per richiamare uno stato d’animo.

Girando con il kayak tra i fiordi in modo itinerante si passano notti in tenda nelle rive prossime all’acqua costellata da iceberg.

Nel silenzio notturno e, solitamente, in una situazione di torpore creato dal dormi-veglia, si sentono, improvvisi, dei forti rumori sordi e sinistri, delle specie di “esplosioni”: sono gli iceberg che si rovesciano o si rompono.

Nulla di grave o pericoloso, gli iceberg sono così lontani dalla tenda in cui sonnecchi ma, ogniqualvolta senti un’esplosione,…ti resta dentro una forte emozione unitamente ad una sensazione di smarrimento ed impotenza.

In ogni caso, come succede per altri rumori ricorrenti, anche alle esplosioni degli icerberg ci si fa l’abitudine….

 

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