una casa…un solo pavimento!

Zona giorno, zona notte, bagni, lavanderia, scale, portico, marciapiedi esterni, autorimessa…. solitamente per ciascuno di questi ambienti viene usato un diverso tipo di materiale di pavimentazione

Nel caso della casa di Mosé uno solo!… il calcestruzzo

L’idea nasce dal desiderio di unificare tutti i pavimenti di una casa e di fare in modo che il proprietario, il cui lavoro è quello dell’impresario edile, riesca a costruirli “da sé”

Il materiale utilizzato è il calcestruzzo pigmentato con ossidi di colore marroncino, ottenuto dopo vari “esperimenti”, trattato, alcuni giorni dopo il getto, con olio di lino in modo tale da ravvivarne il colore.

 

Altra particolarità di questo pavimento, inoltre, sta nei tagli che lo caratterizzano: si sa che una pavimentazione rigida, come quella in calcestruzzo, se gettata in continuità su grandi superfici o stanze (campiture) diverse va debitamente tagliata in modo da evitarne la fessurazione

Solitamente questi tagli suddividono il pavimento in riquadri regolari con lati di 3-4 metri; nella casa di Mosé, invece, sono linee oblique che si sormontano, corrono da una stanza all’altra (per esempio dalla camera al bagno), vanno dall’interno all’esterno (per es. dal soggiorno al portico dove, tra l’altro, il pavimento è complanare!)

Il tutto per creare una tessitura, un disegno, che fanno divenire i tagli un elemento di caratterizzazione piuttosto che una necessità tecnico costruttiva, spesso poco gradita sul piano estetico

Nelle scale il calcestruzzo è stato gettato all’interno di culle in ferro poste preventivamente in opera per evitare di vederne l’aggancio alla muratura

Sempre con l’obiettivo di far in modo di arricchire la casa con dettagli che l’impresario – proprietario avrebbe potuto realizzare personalmente, con le “proprie mani” ho fatto costruire alcuni muri perimetrali in calcestruzzo di cemento bianco con inerte colorato in modo tale che, opportunamente spuntati con scalpello, assumessero una matericità tutta propria al fine di caratterizzarne l’aspetto

anche in questo caso, come per i pavimenti, si è dovuto affrontare il “problema del giunto” al fine di evitare spiacevoli fessurazioni

Il getto dei muri ha dovuto esser svolto in unico momento per ciascuna parte “continua” di essi al fine di evitare di ottenere un risultato privo di “riprese” che avrebbero fatto svanire miseramente l’ottenimento di un risultato esteticamente adeguato

Nel muro ad est l’impresario fece male i conti sulla fornitura del calcestruzzo e il getto si fermò a circa 70 cm dalla sommità della muratura; questa situazione mi indusse a far girare il rivestimento in lamiera del tetto sino ad incontrare il muro in calcestruzzo di cemento bianco: il cantiere è sempre fonte di soluzioni e dettagli piuttosto originali ed impensati in sede di progetto

L’impresario deve ancora finire di spuntare tutto il muro ad est, si sa, è luogo comune che il ciabattino abbia le scarpe rotte: egli si riserva di farlo in un momento in cui i familiari saranno fuori casa per qualche giorno, per non creare fastidio con i rumori dello scalpello

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