Sulla traccia di Eladio…

Durante un viaggio in Belgio mi sono imbattuto su un’architettura davvero stimolante sul piano concettuale…..

Da diversi anni penso che le architetture resistenti per effetto della loro forma rappresentino l’essenza dell’Architettura in quanto si riconducono ad elementi presenti in natura (www.henryzilio.com).

Un maestro cui ho sempre fatto riferimento è Eladio Dieste, un uruguayano del secolo scorso le cui opere si trovano nel Paese del grande ingegnere/architetto di Montevideo. Ho sempre desiderato poterle visitare ed apprezzare dal vivo ma la lontananza ha, sino ad ora, giocato contro quest’idea.

Durante un breve viaggio ad Anversa, casualmente, mi sono inaspettatamente trovato di fronte alcune costruzioni che avrebbero potuto esser opera di Eladio Dieste!

Sono dei magazzini posti lungo la banchina portuale vicina al centro storico; non costituiscono di certo un’architettura di prestigio, tanto che si può pensare potrebbero esser demoliti per far posto a nuove strutture contemporanee ma…. sul piano concettuale, sono fantasticamente interessanti!

Il collegamento con la natura è legato alla presenza dell’arco, un elemento che consente di trasmettere gli sforzi dovuti ai carichi verticali (come la neve) per semplice compressione, come nel caso delle caverne naturali.

Qualora si abbia un unico arco, gli sforzi orizzontali di compressione alla sua base (agli “appoggi”) debbono essere assorbiti da contrafforti o travi di bordo; se, invece, gli archi sono più d’uno, in continuità, in corrispondenza della giunzione tra archi, gli sforzi generati dai singoli archi si contrappongono in egual misura e, perciò, si elidono!…. Non è straordinario?….

In pratica, è stata escogitata una struttura di copertura su grandi luci costituita da una membrana resistente a compressione (non a trazione! e poco costosa) che ha facoltà (pur non assoluta!) di autoreggenza.

Beninteso, questo principio è interessante sul piano concettuale, “storico”: oggi, sulla base di queste considerazioni iniziali, possiamo sviluppare forme e modelli dimensionali di maggiore complessità e stravaganza per giungere a risultati di grande effetto emozionale.

L’analogia di questa costruzione con altre di Eladio Dieste è evidente oltre che “commovente”.

Il magazzino di Anversa può considerarsi un omaggio al grande maestro sudamericano, alle sue intuizioni ed alla sua determinazione nel far realizzare i suoi progetti.

Nota: il materiale riguardante Eladio Dieste è tratto dal libro/catalogo “Eladio Dieste 1943-1996” edito da Junta de Andalucia Direccio General de Arquitectura y Vivienda_1996

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