Meccanico sopraffino distillatore

Vittorio Capovilla ha una grande passione per le automobili e nella sua officina meccanica elabora auto da corsa; segue con successo rally e gare di grande prestigio.

Non più giovanissimo si affaccia al mondo della distillazione ed inizia ad elaborare macchine enologiche ed alambicchi pur conservando un grande trasporto per il mondo agricolo e la sua cultura.

Distillando frutta di qualità (proveniente da colture limitate), la “vera” grappa di Bassano, il rhum (in una isola caraibica) sviluppa una attività artigianale i cui prodotti sono ovunque apprezzati.

Vittorio Capovilla è persona colta, schietta, affabile, vulcanica. E’ un esempio ineluttabile dell’artigianato italiano e veneto, in particolare, un artigianato che tende ad essere schiacciato dalla burocrazia e da normative non congrue.

Le attività artigianali come Distillerie Capovilla vanno assolutamente favorite nella loro formazione, sviluppo e crescita. Sono uno dei segni della cultura italiana riconosciuta in tutto il mondo.

Di seguito alcune righe scritte direttamente da Vittorio…Buona lettura!

Sulla scia della passione Questa passione mi è venuta… anzi mi è capitata addosso per caso nel‘74, anno in cui ho iniziato ad occuparmi di macchinari per l’enologia.

Seguivo un’azienda per il mercato estero, in particolare Svizzera, Germania e Austria, dove effettivamente c’è una cultura diversa della distillazione rispetto a quello che succede in Italia.Per citare due numeri…….. la Germania ha qualcosa come 30.000 distillerie, l’Austria ne ha addirittura 90.000 e hanno ancora di diritti di Maria Teresa d’Austria. In Italia ci sono meno di 120 distillerie.

Si capisce che in qualche modo la cultura della distillazione, in particolare la distillazione artigianale a bagnomaria, sta da un’altra parte. Questa cosa è nata come argomento di discussione in fabbrica con gli operai. In questa piccola azienda tutti avevano l’ambizione di distillarsi qualcosa in casa, di fare la grappa di contrabbando.

La Filosofia È un percorso che dura da oltre 30 anni. Girando e parlando con la gente, scopri un sacco di cose. Curiosità e interesse creano dei nuovi percorsi e ti fanno fare un poco di strada in più.Ma il tutto nasce da un’equazione semplice: con gli esperimenti che facevo, avevo capito che più buona era la frutta, migliore era il prodotto finale.

Se parto da una materia prima eccezionale, l’unico rischio è quello di rovinarla… io tutto sommato non invento niente. Il primo vero e grande lavoro è quello di produrmi o andare alla ricerca delle materie prime migliori.

La Storia La passione per il mondo dei distillati è nata per caso nel ‘74, anno in cui iniziai ad occuparmi di macchinari per l’enologia. Numerosi viaggi all’estero, in particolare Svizzera, Germania e Austria, mi permisero di scoprire il mondo della distillazione che, a differenza di quanto accadeva in Italia, fondava le basi su una cultura completamente diversa.

A quell’epoca nel nostro Paese tutti avevano l’ambizione di distillarsi “qualcosa” in casa, senza avere però le competenze per farlo.

L’Uomo Mi piacciono le cose belle della vita, le buone amicizie e coltivarle proprio come la buona frutta. Ogni mattina quando mi alzo scopro di avere un futuro, perché ogni giorno, grazie a questo lavoro, ho qualcosa di nuovo da scoprire. Nel mio percorso ho conosciuto personaggi straordinari, tra cui Luigi Veronelli, che era affezionatissimo ai nostri distillati. Lui mi ripeteva spesso, che le emozioni più grandi dei suoi ultimi 10 anni di vita le ha vissute con i nostri prodotti. Mi diceva, seduto davanti a 50 assaggi diversi, che ho una grande responsabilità perché se non faccio io quello che faccio, non lo fa nessuno!

La Natura La frutta con cui produciamo i distillati, se posso la coltivo nella mia azienda agricola, suddivisa in 3 appezzamenti diversi, per un totale di 4 ettari.

La materia prima che da me non cresce bene, la raccolgo altrove. Ho i miei “informatori”, che mi segnalano dove posso trovare la frutta migliore, non trattata, che cresce nel suo ambiente spontaneo. Anche l’acqua non è una qualsiasi: utilizzo quella che sgorga da una sorgente vicina, il Monte Grappa.

La Frutta È l’ingrediente fondamentale a cui mi sono ispirato per la creazione dei miei distillati. L’esperienza accumulata mi ha insegnato che ogni frutto ha il suo momento ideale per essere colto e lavorato. Pertanto lo si deve lasciare in pianta sino al punto giusto. Questo può variare da frutto a frutto, perché alcuni danno il meglio di sé surmaturi, mentre altri vanno colti in anticipo. Questa frutta non ha pesticidi o anticrittogamici e produce una flora di lieviti indigena.

La Raccolta È la prima tappa della mia attività di distillatore. Sono alla continua ricerca di varietà di frutta diverse, in particolare quella selvatica che non puoi acquistare. Da sempre raccolgo i frutti della mia infanzia. Fanno parte dei miei ricordi anche se spesso sono ignorati, per- ché costa fatica trovarli e raccoglierli. Devo andarmeli a cercare ed è questo il vero lavoro!

Fortunatamente ho amici che mi aiutano in questa fase, che sacrificano i loro week end per raccogliere le pere selvatiche, il prugnolo gentile, le bacche selvatiche. Per loro è un grande divertimento, per me una certezza.

Le Lavorazioni Con l’utilizzo di particolari macchinari riduco la frutta in purea. Questa procedura, detta frantumazione, cambia a seconda della tipologia di frutta e dal tipo di nocciolo che essa contiene. Se questo è particolarmente amaro, come nelle pesche, è necessario eliminarlo prima della distillazione. Ci sono invece frutti che lasciamo fermentare insieme ai noccioli o con una parte di essi. Questo perché voglio mantenere il più possibile integro il carattere del frutto stesso.

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